{"id":5280,"date":"2021-04-07T20:35:52","date_gmt":"2021-04-07T20:35:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/?p=5280"},"modified":"2021-04-08T15:25:39","modified_gmt":"2021-04-08T15:25:39","slug":"chiamata-ad-essere-una-presenza-misericordiosa-nellesperienza-dell-accompagnamento-e-assistendo-i-malati-di-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/chiamata-ad-essere-una-presenza-misericordiosa-nellesperienza-dell-accompagnamento-e-assistendo-i-malati-di-coronavirus\/","title":{"rendered":"Chiamata ad essere una presenza misericordiosa nell&#8217;esperienza dell\u2019 accompagnamento e assistendo i malati di coronavirus"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5280\" class=\"elementor elementor-5280\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-5bd6a91 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"5bd6a91\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-f996b16\" data-id=\"f996b16\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2b9ce71 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2b9ce71\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n\t\t\t\t<p>\u00abSe ti svegli la mattina e vedi che sei ancora vivo, vuol dire che hai una missione divina da compiere\u00bb.<\/p><p>Questo pensiero che il Signore ha posto nella mia mente in un momento difficile e critico della mia vita, mi accompagna ogni mattina fin da allora come una chiamata a rinnovare il mio \u00abs\u00ec\u00bb ed a donarmi con fiducia a svolgere la missione che mi affida ben sapendo che, dovunque io vada, Lui mi precede. Forse \u00e8 per questo che, vista la realt\u00e0 della pandemia che ci ha sorpreso tutti con tanta forza e durezza, in nessun momento ho avuto paura, ma, anzi, pur intuendo che non sarebbe stato facile, mi sono sentita felice e grata al Signore per il privilegio di stare sul fronte.<\/p><p>Durante i miei oltre 35 anni di assistenza ai malati, ho vissuto situazioni difficili ma anche, e sono molte di pi\u00f9, situazioni piene di speranza e di vita. Tuttavia, l&#8217;esperienza della pandemia ha costretto tutti noi, non solo a ripensare a un nuovo modo di intendere la vita, ma anche un nuovo modo di lavorare, affrontare e condividere tutto ci\u00f2 per cui lottiamo ogni giorno per migliorare la salute e la qualit\u00e0 di vita dei nostri pazienti.<\/p><p>All&#8217;inizio tutto era sconcertante e molto confuso. Da tutte le parti ricevevamo istruzioni, nuove misure e protocolli &#8230; Quello che gi\u00e0 conoscevamo e potevamo mantenere sotto controllo, si trasform\u00f2, in poche ore e per tutti, in qualcosa di sconcertante, incontrollabile, invisibile e peggio ancora, aveva il \u00absapore e colore della morte\u00bb. Ma era reale perch\u00e9 i letti si riempivano di pazienti angosciati e spaventati che avevano l&#8217;impressione di essere stati strappati ai loro cari e provavano una grande sensazione di solitudine. Questo primo momento in cui caddero tutte le sicurezze mi offr\u00ec la possibilit\u00e0 di sperimentare la forza e la grazia che vengono dall&#8217;abbandono e dalla fiducia in Dio e di vedere come tutta la nostra energia si moltiplicava e diventava creativit\u00e0 se lasciavamo che Dio \u00a0agisse attraverso di noi. \u00c8 cos\u00ec che avviene il miracolo.<\/p><p>Il nostro reparto di chirurgia dove i pazienti entrano con uno specifico problema di salute e ne escono guariti, divenne rapidamente un&#8217;unit\u00e0 \u00abCovid\u00bb dove nulla era programmabile, calcolabile o prevedibile e non c&#8217;erano risposte chiare a molte delle domande che ci facevano i pazienti. Questa impotenza costrinse tutti, anche i pi\u00f9 lontani da Dio, ad assumere atteggiamenti di umilt\u00e0 e dialogo, a cercare insieme e riconoscere che, senza l&#8217;intervento divino, non saremmo stati in grado di affrontare questa situazione.<\/p><p>Se per me \u00e8 sempre stato importante prendermi cura del malato nella sua integrit\u00e0, questa esperienza \u00e8 stata quella in cui ho percepito con molta pi\u00f9 forza e chiarezza che \u00absalvare vite\u00bb di cui tante volte abbiamo sentito parlare, consiste non solo nel salvare il corpo, ma che \u00e8 anche possibile \u00absalvare la vita\u00bb accompagnando con cura, misericordia e con la tenerezza di Dio il cammino verso la morte, come il passo ed il risveglio a una vita nuova e piena.<\/p><p>A volte \u00e8 molto difficile dire al paziente con le parole o semplicemente con il silenzio che la sua vita gli sta sfuggendo e che, umanamente, sar\u00e0 difficile fermare questo processo. Tuttavia, ho potuto costatare che la verit\u00e0 pu\u00f2 essere fonte di pace e accettazione. Ricordo un paziente che mi disse: \u00abGrazie perch\u00e9 sei la prima persona che mi ascolta e senza paura non mi ha negato la verit\u00e0 con false speranze, perch\u00e9 so che la mia vita sta arrivando in fondo\u201d o un altro che mi disse: \u00abScusa se ti parlo tanto ma quando uno ha fiducia \u00e8 pi\u00f9 facile parlare e parlando si perde un po\u2019 la paura\u201d.<\/p><p>Se la sofferenza \u00e8 un&#8217;esperienza dura, lo \u00e8 tanto pi\u00f9 quando la si vive in \u200b\u200bsolitudine e lontano da chi avresti pi\u00f9 bisogno di avere al tuo fianco. Non dimentico l&#8217;espressione di commozione e gratitudine sul volto di una donna ammalata quando le detti la borsa con le cose che sua figlia le aveva portato e, sebbene non l&#8217;avesse vista, disse con immensa gioia: \u00abMia figlia \u00e8 stata qui!\u201d e quando afferr\u00f2 la borsa, era come se tenesse in braccio sua figlia. E ricordo anche quel paziente che, con tanta gioia e orgoglio, riceveva ogni giorno i panini che il figlio, prima di andare al lavoro, lasciava alla reception dell\u2019ospedale per la colazione di suo padre.<\/p><p>Accompagnare questa solitudine \u00e8 stata per me una grande sfida nella quale, per\u03cc, mi sono sempre sentita accompagnata dalla mano di Dio. I primi giorni, quando entravo nella stanza di una paziente, lei mi disse: \u00abCon tutta quella protezione che portate, vi vedo tutti uguali e non so chi \u00e8 chi entra o chi si prende cura di me\u00bb. In quell&#8217;istante cap\u00ec quanto fosse importante, essere presenti vicino al paziente, perch\u00e9 eravamo per lui l&#8217;unico contatto umano, fermarsi, stargli vicino con il silenzio, una parola, un gesto, uno sguardo, un maniera di toccarlo, ascoltarlo, accoglierlo, offrirgli calore e umanit\u00e0 e creare cos\u00ec una relazione che potesse riempire, anche solo un po\u2019, il vuoto e la sete del cuore. \u00abNon c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 di tenerezza nei ritmi accelerati, perch\u00e9 la tenerezza si gesta nel silenzio e dell&#8217;ascolto\u201d Il Signore mi ha concesso di poter \u00abstare\u00bb accanto ai malati attraverso il lavoro, il correre qua e l\u00e0 e a volte anche la fretta ed ho avuto il dono di sentire frasi come queste: \u00abLa vedr\u03cc anche domani?\u00bb \u00abLa riconosco perch\u00e9 i suoi occhi sorridono sempre\u00bb; \u00abSei un angelo per me\u00bb oppure \u00abHo pensato a quello di cui abbiamo parlato ieri\u00bb &#8230;<\/p><p>Oltre all\u2019assistenza ed all&#8217;accompagnamento dei malati, abbiamo dovuto affrontare anche una nuova sfida nel modo di accompagnare le famiglie, in particolare nei momenti dolorosi e duri dell\u2019 addio o di lutto, nei quali eravamo l&#8217;unico mezzo di contatto e nemmeno per noi \u00e8 stato facile controllare le emozioni. Ma ancora una volta, riconosco come privilegio l\u2019aver potuto trasmettere cos\u00ec, tanto amore e fortezza pur nel dolore. Rimarr\u00e0 sempre nel mio cuore ci\u03cc che mi disse una figlia affinch\u00e9 lo trasmettessi a sua madre che era stata per giorni tra la vita e la morte: \u00abD\u00ec a mia madre che pu\u00f2 andare, che dal cielo continuer\u00e0 sempre a prendersi cura di tutti noi \u00a0e di tutta la famiglia\u00bb. Poche ore dopo, il Signore l&#8217;accolse in cielo. \u00c8 cos\u00ec che opera il Signore, in modo silenzioso, nascosto, misterioso.<\/p><p>Un&#8217;altra situazione difficile a cui non avrei mai pensato fosse possibile arrivare \u00e8 stata quando, per la mancanza di posti letto disponibili in terapia intensiva, dovevamo scegliere, tra due pazienti, chi doveva beneficiarsi di cure tecniche. Dopo un lungo dialogo e valutazione della situazione, si pens\u00f2, prima di decidere, di aspettare un altro giorno. Chiesi con forza al Signore che, se fosse possibile, ci liberasse dal prendere tale decisione e l\u00ec avvenne il miracolo: quando arrivai il giorno dopo, mi informarono che uno dei pazienti aveva presentato un grande miglioramento e l&#8217;altro era stabile.<\/p><p>Con immensa gratitudine posso dire che, giorno dopo giorno, e soprattutto nei momenti in cui la fatica, le emozioni, l\u2019incertezza ed il dolore si mescolano, \u00e8 stato un grande dono poter contare sulla presenza, l&#8217;ascolto, la comprensione e il sostegno incondizionato delle mie sorelle di comunit\u00e0.<\/p><p>Quante volte in situazioni difficili, di sofferenza e impotenza, ci siamo chieste: \u00abDov&#8217;\u00e8 Dio in tutto questo?\u00bb e forse ce lo siamo domandato anche noi. Ma la risposta non \u00e8 nelle parole ma nell&#8217;esperienza di fede in un Dio che ci ama, soffre con noi e si manifesta accompagnandoci con la sua grande misericordia e tenerezza; \u00e8 un Dio che ha bisogno anche di noi e vuole contare su di noi, affidandoci ogni giorno \u201cuna missione divina da compiere\u201d.<\/p><p>Per tutto: \u00abSia lodato il mio Signore!\u00bb<\/p><p>M.R.A.R.<\/p><p>(L&#8217;autrice di questo articolo \u00e8 un&#8217;infermiera Terziaria Cappuccina che desidera restare anonima)\u00a0\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSe ti svegli la mattina e vedi che sei ancora vivo, vuol dire che hai una missione divina da compiere\u00bb. 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