{"id":6021,"date":"2022-04-08T14:48:11","date_gmt":"2022-04-08T14:48:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/?p=6021"},"modified":"2022-04-08T14:49:45","modified_gmt":"2022-04-08T14:49:45","slug":"continuiamo-ancora-a-credere-e-a-scommettere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/continuiamo-ancora-a-credere-e-a-scommettere\/","title":{"rendered":"Continuiamo ancora&#8230; a credere e a scommettere"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"6021\" class=\"elementor elementor-6021\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-6384f8d elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"6384f8d\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-5b32694\" data-id=\"5b32694\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b54d4d1 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"b54d4d1\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n\t\t\t\t<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">In questo tempo di tanti cambiamenti, quando sembra che non ci sia una via, quando la notte sembra aver vinto, una voce dice, Io sono con te<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (cfr. Mt 28,20).<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Quando parliamo della difficile realt\u00e0 che sta vivendo il nostro mondo, la prima cosa che ci rimproveriamo \u00e8,\u00a0 che ci manca la consapevolezza della cura che dobbiamo avere verso l\u2019universo, per preservarne l&#8217;esistenza. Ecco una delle frasi che abbiamo ascoltato e ripetuto fino alla nausea, \u201cil mondo \u00e8 com&#8217;\u00e8, perch\u00e9 ci manca la consapevolezza\u201d ma \u00e8 proprio vero? O questa \u00e8 una frase ormai, superata e logorata per le tante volte che l\u2019abbiamo ripetuta nel corso degli anni?\u00a0<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Di fronte alla saturazione di tante informazioni, appare il fantasma della disperazione e dell&#8217;indifferenza, con quella lapidaria frase: LO SAPPIAMO GI\u00c0. Per salvaguardarci da questo fantasma, l&#8217;etica della cura ci spinge ad aiutare gli altri, in modo tale che l&#8217;OMISSIONE non pu\u00f2 esistere. Infatti, notiamo, la necessit\u00e0, e l\u2019obbligo di fare in modo che venga risolto il problema dell\u2019omissione, per fare ci\u00f2,\u00a0 dobbiamo comprendere il mondo come\u00a0 una rete di relazioni, nella quale ci sentiamo inseriti. Fin dalla Genesi (Gen 1,28) Dio ci ha affidato il compito di custodire e dominare la terra e oggi il Papa, consapevole della crisi ecologica planetaria, ci esorta a sviluppare \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">un nuovo paradigma di comprensione del rapporto tra la specie umana e la natura. Partendo dalla categoria biblica della creazione, il Papa concepisce il mondo come un dono di Dio, organico e fragile, che va amato, rispettato e regolato secondo la stessa legge di Dio (&#8230;) La soluzione sta nell&#8217;unione e l\u2019armonia tra ambiente ecologico ed ecologia umana<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Non possiamo sottrarci alla nostra responsabilit\u00e0 o al compito che abbiamo davanti al mondo; \u00e8 importante, urgente e necessario, pregare, riflettere e unirci per fermare questa autodistruzione; dobbiamo prenderci cura, ricreare e difendere il nostro pianeta, abbiamo l&#8217;esigenza preminente di bilanciare un&#8217;ecologia ambientale e un&#8217;ecologia umana. Cos\u00ec si esprime Bernardo Toro: \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">viviamo in un paradosso, prima come specie umana abbiamo creato tutte le condizioni per scomparire: il cambiamento climatico (riscaldamento globale), l&#8217;uso (abuso) dell&#8217;acqua, il consumo eccessivo di energia elettrica, l&#8217;accumulo della ricchezza di pochi che genera fame in molti, i limiti e il degrado dei territori (fracking, estrazione illegale, abbattimento indiscriminato delle foreste), questo nasce dal nostro pessimo rapporto con il pianeta; d&#8217;altra parte abbiamo creato tutte le condizioni per riconoscerci come un&#8217;unica specie, poich\u00e9 non esistono razze, ma una specie con diverse carnagioni<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (&#8230;) Internet, turismo, globalizzazione, interculturalit\u00e0, migrazioni, ci hanno unito in una rete e se vogliamo possiamo salvaguardarci rimuovendo i confini che ci separano, ci dividono, ci confrontano e ci distruggono.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Parafrasando quanto detto dal Papa in molti dei suoi discorsi di fronte ai disastri naturali che il mondo ha vissuto, egli afferma sempre che il mondo creato da Dio \u00e8 bello, \u00e8 uno e armonioso, ma l&#8217;essere umano, nella misura in cui si mette al centro della creazione,\u00a0 si colloca al di sopra di tutto; i suoi interessi egocentrici causano una frattura, una disarmonia che porta il mondo al caos e alla perdita di equilibrio, dimensione che lo caratterizza. La radice, quindi, del male, della rottura, \u00e8 la logica dell&#8217;io, che, consiste nel vivere secondo i propri interessi.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;abuso della libert\u00e0 umana \u00e8 la genesi della devastazione ambientale che oggi subiamo. Stiamo vivendo una crisi prevalentemente antropologica: per rimarginare la ferita nell&#8217;ecosistema, dobbiamo prima sanare la frattura presente nell&#8217;uomo; prendersi cura \u00e8 la stessa cosa che curare &#8211; guarire.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Per questo \u00e8 urgente tornare ai principi essenziali dell&#8217;<\/span><b>etica della cura<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che \u00e8 prima di tutto uno stile di vita, che privilegia le relazioni umane intorno alla cura, intesa come affetto nella sua espressione e dimensione massima. Prendersi cura di s\u00e9, prendersi cura dell&#8217;altro, prendersi cura di ci\u00f2 che \u00e8 di tutti. Come sottolinea l&#8217;enciclica Laudato si, la casa comune \u00e8 affare di tutti; o ci uniamo e ci compromettiamo o scompariamo per mezzo delle nostre stesse mani.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Carol Gilligan, nel condurre uno studio sulle azioni umane soltanto su donne, diverso da quello che fece il suo maestro Kohlberg (solo con gli uomini), disse, tra l&#8217;altro, che \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">le donne ci prendiamo cura degli altri, abbiamo una maggiore capacit\u00e0 emotiva, siamo pi\u00f9 sensibili, diamo la priorit\u00e0 ai bisogni rispetto all&#8217;astratto adempimento dei doveri e all&#8217;esercizio dei diritti. Le donne trovano pi\u00f9 facilit\u00e0 a rispettare la diversit\u00e0 e a soddisfare i bisogni dell&#8217;altro, non solo in base al proprio lavoro, ma anche ai propri bisogni\u201d.<\/span><\/i><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 tempo di cambiare prospettiva nel rapporto di s\u00e9 con gli altri e con il mondo: si tratta di \u201cpassare dal consumismo al sacrificio, dall&#8217;avidit\u00e0 alla generosit\u00e0\u201d. Ogni cambiamento di comportamento, e ancor pi\u00f9 di mentalit\u00e0, ha bisogno di motivazioni specifiche e di un percorso pedagogico che deve essere elaborato da tutti noi, e a questo punto noi consacrati abbiamo molto da dare.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Guardandoci alla luce di questa realt\u00e0, noi Sorelle Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia, ci sentiamo spinte ad impegnarci di pi\u00f9, non solo a partire dalle comunit\u00e0 locali, facendo cose buone e a vivere in armonia tra di noi, a riciclare, risparmiare energia, non contaminare fiumi e mari, tra le tante iniziative; bisogna anche scommettere sull&#8217;istituzionalit\u00e0 del lavoro in rete con gli altri, poich\u00e9 abbiamo molti\u00a0 vantaggi: prima di tutto siamo donne, e abbiamo quella sensibilit\u00e0 naturale che nasce dalle nostre viscere, dalla nostra maternit\u00e0 spirituale, costringendoci a non essere indifferenti con chi soffre. In secondo luogo, siamo donne consacrate alla ricerca della profondit\u00e0 spirituale, che non \u00e8 altro che l&#8217;identificazione con la persona di Ges\u00f9 e le sue azioni (cfr. Gal 4,19). Lui che si lasciava commuovere profondamente dall\u2019emorroissa, dalla vedova di Na\u00efm, dalla sirofenicia, dal lebbroso, dal cieco, e tanti altri. D&#8217;altra parte, siamo anche eredi di una ricca spiritualit\u00e0 francescano-amigoniana, dove l&#8217;amore fraterno \u00e8 universale, che abbraccia il creato e il cosmo e dove la compassione e la misericordia sono assi trasversali delle nostre azioni.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Abbiamo bisogno anche di tessere una rete sull&#8217;<\/span><b>ecologia umana<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e sulla nostra opzione per l&#8217;umanit\u00e0, con la convinzione di fondo che tutti devono essere amati. Gilligan spiega inoltre che il benessere umano e la sostenibilit\u00e0 ambientale dipendono dalla diversit\u00e0 bioculturale, dalla sua interazione e dalla sua trasformazione temporale, comprendendo che: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">la biodiversit\u00e0 \u00e8 essenziale per il corretto funzionamento dei servizi che mantengono la stabilit\u00e0 degli ecosistemi e la dignit\u00e0 dei suoi abitanti. La perdita di biodiversit\u00e0 \u00e8 associata alla rapida crescita della popolazione umana, alla sua concentrazione nei centri urbani con un modello di consumo insostenibile che \u00e8 legato all&#8217;aumento dei rifiuti e dell\u2019 inquinamento, ai conflitti armati e ad un lentissimo progresso dell&#8217;uguaglianza nella distribuzione del benessere e delle risorse.<\/span><\/i><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;iniquit\u00e0 sociale ha radici molto profonde nella disuguaglianza sociale, ereditata purtroppo da generazione in generazione, e che \u00e8 difficile da estirpare e per contrastarla \u00e8 necessario essere uniti affinch\u00e9 la voce sia pi\u00f9 forte e raggiunga l\u2019orecchio di chi conduce i fili del mondo; ma non da noi stessi, bisogna essere in comunione con la Chiesa e con tutta l&#8217;umanit\u00e0, che si trova soprattutto ai confini laddove la vita grida perch\u00e9 \u00e8 in pericolo di estinzione.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Carlos Cullen disse in modo poetico: \u00ab<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Se sappiamo stare essendo e non pretendiamo\u00a0 essere senza stare, ci prenderemo cura dell&#8217;altro in quanto altro, come il modo pi\u00f9 profondo per comprendere la cura di s\u00e9\u00bb.<\/span><\/i><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">Ed infine, di fronte alla catastrofe che sta arrivando se non ci convertiamo, attraverso l&#8217;ecologia umana si capisce che: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Ci sono due sovrastrutture dell&#8217;ambiente culturale, che condizionano i cicli, la prima \u00e8 il denaro, che modella la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 della vita nei diversi gruppi umani<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">; <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">la seconda \u00e8 l&#8217;informazione, diffusa con velocit\u00e0 vertiginosa attraverso le nuove tecnologie, che, condiziona i modelli di comportamento sociale in tutti i suoi aspetti, compresi quelli legati alla spesa eccessiva e al consumo di risorse. <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">Solo quando prenderemo coscienza e scommetteremo sul Regno dei Cieli, sulla fratellanza e sulla comunione con tutti, la situazione del mondo e del pianeta sar\u00e0 ribaltata.<\/span><\/p><p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">E noi siamo ancora sulla tua strada, Dio fatto uomo, maestro e guida, e viviamo ancora cos\u00ec convinti che solo il Regno \u00e8 la nostra utopia. E siamo ancora innamorati di te e del tuo progetto e ridiamo ancora e cantiamo ancora cos\u00ec ostinatamente di un nuovo mondo\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (Inno 50 anni di CLAR)<\/span><\/p><p><em><strong>Sr. CILIA IRIS BONILLA, TC<\/strong><\/em><\/p>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo tempo di tanti cambiamenti, quando sembra che non ci sia una via, quando la notte sembra aver vinto, una voce dice, Io sono con te (cfr. Mt 28,20). 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