{"id":6301,"date":"2022-11-10T16:05:38","date_gmt":"2022-11-10T16:05:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/?p=6301"},"modified":"2022-11-10T16:10:52","modified_gmt":"2022-11-10T16:10:52","slug":"una-storia-regalata-testimonianza-e-forza-profetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/una-storia-regalata-testimonianza-e-forza-profetica\/","title":{"rendered":"Una storia  regalata: testimonianza e forza profetica"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"6301\" class=\"elementor elementor-6301\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-0ea4a6d elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"0ea4a6d\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-522facc\" data-id=\"522facc\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b3250fd elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"b3250fd\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n\t\t\t\t<p>Le beatitudini sono, senza dubbio, la sintesi pi\u00f9 perfetta del Vangelo e l&#8217;espressione pi\u00f9 riuscita della scala di valori racchiusa in esse. Contengono, ed esprimono con la profondit\u00e0 della poesia, la verit\u00e0 che Cristo \u00e8 venuto a rivelare al mondo. Una verit\u00e0 che libera profondamente l&#8217;uomo. Una verit\u00e0 che matura la persona nella sua umanit\u00e0. Una verit\u00e0 che alla fine \u00e8 amore.<\/p><p>Solo chi impara ad amare pienamente matura. L&#8217;uomo fatto a immagine e somiglianza di un Dio che \u00e8 Amore, \u00e8 amore lui stesso, ed \u00e8 l&#8217;unica base su cui fondare e costruire una personalit\u00e0 equilibrata e felice. Ma le lezioni dell&#8217;amore sono difficili da imparare.<\/p><p>L&#8217;egoismo, radice di ogni male, tende a ricoprire con il manto della dedizione e dell&#8217;apertura verso il prossimo, ci\u00f2 che a volte \u00e8 solo beneficio personale, oppure possesso e dominio degli altri, quindi, le beatitudini, trasmettendo il messaggio di una verit\u00e0 fondata sull&#8217;amore, determinano soprattutto, quelle sfumature che fanno dell&#8217;amore una verit\u00e0. Ci dicono inoltre, che l&#8217;amore \u00e8 tale se \u00e8 unito alla donazione di se stessi \u00a0e di ci\u00f2 che si ha, al servizio al prossimo, \u00a0alla morte del proprio io e alla creazione di nuove comunit\u00e0, \u00a0alla giustizia secondo il progetto originario di Dio per l&#8217;uomo e la societ\u00e0, come anche, alla donazione preferenziale verso i pi\u00f9 bisognosi, alla generosit\u00e0 e alle pure intenzioni e ad una grande pace interiore ed esteriore.<\/p><p>Questo messaggio di verit\u00e0 come amore e di amore vero \u00e8 per\u00f2 profetico per la sua stessa natura e crea divisioni e lotte tanto pi\u00f9 forti e violente quanto pi\u00f9 una societ\u00e0 \u00e8 fondata sul consumismo, sulla brama di potere, sulle ingiustizie legalizzate o ad altre multipli forme di egoismo personale e anche strutturale. La libert\u00e0 ha sempre un prezzo. E il prezzo da pagare per la libert\u00e0 evangelica, per la verit\u00e0 e la giustizia sull&#8217;uomo e sulla societ\u00e0, \u00e8 la persecuzione. L&#8217;ottava beatitudine, compendio e conclusione delle altre sette, \u00e8 chiarissima: Beati i perseguitati per amore della giustizia, perch\u00e9 loro \u00e8 il regno dei cieli, beato sarai tu quando ti insulteranno, ti perseguiteranno e con menzogne \u200b\u200bdiranno ogni genere di male contro di te per causa mia.<\/p><p>Laddove la Chiesa \u00e8 coerente con il suo messaggio, viene a volte rifiutata o perseguitata. Ed \u00e8 tanto pi\u00f9 ricusata o perseguitata quanto maggiore \u00e8 la sua coerenza. Le forme di persecuzione sono, tuttavia, tante e varie. Ci sono persecuzioni pi\u00f9 subdole, e non per questo meno dannose, che cercano di conquistare il silenzio della Chiesa con offerte e investigazioni. Coloro che si comportano cos\u00ec sanno che \u00e8 meglio una Chiesa perversa di una perseguitata. Altri invece, agiscono con mani di velluto, \u00a0i quali, non martirizzano apertamente la Chiesa, ma la imbavagliano e la rinchiudono in sacrestia. \u00a0Altri, come quanto sofferto in Spagna durante la guerra civile, sono stati veramente cruenti. Questi diversi tipi di persecuzione sono un segno permanente dell&#8217;annuncio del Regno e accompagnano la Chiesa nel suo pellegrinaggio quotidiano sulla terra.<\/p><p>Anche la Congregazione delle Sorelle Terziarie Cappuccine come figlia della Chiesa e cittadina in tante nazioni e culture molte diverse tra loro, ha sperimentato in tempi e in paesi vari, il rischio di annunciare Cristo e di collaborare alla costruzione della civilt\u00e0 dell&#8217;amore. \u00a0Quanto accadde in Spagna nel 1936 \u00e8 per le Terziarie cappuccine un&#8217;espressione importantissima della sua forza profetica, ma non l&#8217;unica n\u00e9, ovviamente, l&#8217;ultima. La Cina per esempio, fu un&#8217;avventura missionaria.<\/p><p>Non passarono molti anni dalla fondazione della Congregazione, e lo stesso Padre Fondatore spalanc\u00f2 questa porta missionaria alle sue figlie. Il Signore gli mand\u00f2 un segno e lui, \u00a0come uomo di fede, lo seppe interpretare subito.<\/p><p>Nel 1903, senza che nessuno ne sapesse niente, giunse a Masamagrell una giovane colombiana di buona reputazione che dovette scappare di casa per rispondere alla chiamata del Signore come Sorella Terziaria Cappuccina. Questo fatto, insieme alla richiesta che i frati cappuccini di La Guajira rivolsero alle suore di andare in quella terra e l\u2019incoraggiamento del proprio Fondatore, bastarono per far decidere la Congregazione a percorrere le strade del mondo, annunciando Cristo l\u00e0 dove non era ancora conosciuto. E nel 1905 le prime missionarie partirono per la Colombia. Anni dopo, arrivarono in Venezuela. E nel 1929 l\u2019apertura missionaria delle Sorelle Terziarie Cappuccine fu verso la Cina. Le circostanze di questo nuovo viaggio gli conferiscono tutte le caratteristiche di una vera e propria avventura.<\/p><p>Le sorelle, scelte tra le volontarie, erano, come voleva padre Amig\u00f3, \u00absane e robuste nel corpo, costanti e forti nella fede\u00bb avevano un grande spirito di carit\u00e0, abnegazione e sacrificio, ma andavano in un paese del quale non conoscevano le idiosincrasie, la cultura e la lingua. Il 3 novembre 1929, le prime sorelle scelte lasciarono Masamagrell, dirette in una delle missioni pi\u00f9 povere della Cina, nella provincia del Kansu, la pi\u00f9 grande e la pi\u00f9 occidentale del Paese. Come facevano i missionari di allora, si salutarono con un \u00abaddio\u00bb. P. Amig\u00f3, ormai vecchio, non riusc\u00ec a trattenere le lacrime. Consapevole che non le avrebbe mai pi\u00f9 riviste.<\/p><p>Negli ultimi cinque anni di vita, visse sentendo un particolare affetto per le sue \u00abCinesi\u00bb. E quando, stava per morire, ricevette loro notizie, trov\u00f2 ancora la forza anche se molto debole per applaudire, mostrando allo stesso tempo entusiasmo.<\/p><p>\u00a0Era il 27 gennaio 1949 quando le ultime missionarie Terziarie cappuccine presenti in Cina, furono costrette a lasciare il Paese. Il loro cuore per\u00f2 rimase per sempre in quella terra di evangelizzazione, come testimone di tanto lavoro e tanta gioia, non versarono il sangue per Cristo, ma subirono nella propria carne le conseguenze di una scatenata persecuzione, contro la fede cristiana.<\/p><p>Questa sfida dei pericoli e delle difficolt\u00e0, che le sorelle hanno vissuto durante il colera del 1885, la guerra civile in Spagna del 1936, o durante l&#8217;avventura missionaria in Cina, ha continuato ad emergere in base alla gravit\u00e0 delle circostanze che hanno richiesto una testimonianza estrema dell&#8217;amore. La tragedia di Armero (Colombia) ne \u00e8 una buona prova. Armero \u00e8 una citt\u00e0 fondata nel 1895 situata nel Dipartimento di Tolima. Le Sorelle Terziarie Cappuccine arrivarono nel 1956 quando il vescovo di Ibagu\u00e9 le invit\u00f2 a stabilirvisi con la sola condizione che fossero sante. Nel 1985 il Collegio della Sacra Famiglia delle Sorelle Terziarie cappuccine, aveva raggiunto una buona fama e stabilit\u00e0 all\u2019interno del Dipartimento. Senza aumentare eccessivamente il numero degli studenti e senza perdere quell&#8217;aria familiare che lo aveva caratterizzato fin dall&#8217;inizio, era riuscito ad estendere la sua azione educativa ed evangelizzatrice oltre le sue aule, entrando nell&#8217;ambito della famiglia dei suoi studenti e inserendosi nella pastorale della Parrocchia. Le sorelle che dirigevano la Scuola in quel periodo, avevano accolto il nuovo anno 1985 con grande gioia, difatti, ricorreva il primo centenario della fondazione della Congregazione. \u00a0La popolazione di Armero, come tutte le altre comunit\u00e0 dove eravamo presenti, si preparava ad unirsi con allegria alla celebrazione giubilare delle loro amate sorelle Terziarie cappuccine. Ma poco dopo l&#8217;inizio dell&#8217;anno, oscuri presagi cominciarono ad aleggiare sulla popolazione. Il vulcano Nevado del Ruiz, il leone addormentato da parecchio tempo, inizi\u00f2 a dare segni di volersi svegliare dal suo letargo. E Armero, come altri paesi limitrofi, inizi\u00f2 a vivere un prolungato incubo. Quando nel mese di aprile la Superiora provinciale fece \u00a0visita alle sorelle, la situazione era gi\u00e0 molto preoccupante, il vulcano eruttava continuamente cenere che copriva le case e le strade del paese con una coltre cupa che costringeva gli abitanti a proteggersi con un fazzoletto la bocca quando uscivano. La Superiora provinciale, vedendo il pericolo che correvano le sorelle, \u00a0chiese loro: Sapete di essere in pericolo di morte, cosa avete in mente di fare?<\/p><p>La comunit\u00e0, composta dalle sorelle Bertalina Mar\u00edn Arboleda, Julia Alba Saldarriaga \u00c1ngel, Emma Jaramillo Zuluaga, Marleny G\u00f3mez Montoya e Nora Engrith Ram\u00edrez Salazar (novizia), risposero all&#8217;unanimit\u00e0 &#8230;moriremo con la gente&#8230; E se restiamo in vita, accoglieremo nella nostra casa tutti coloro che hanno problemi abitativi&#8230; questa casa \u00e8 molto grande.<\/p><p>La Superiora provinciale, per\u00f2, vedendo la novizia molto debilitata, le disse: Norita, quando andrai in vacanza, dovrai fermarti a Medellin, ti vedo molto pallida. Ma la giovane insistette: lasciami finire l&#8217;anno, \u00a0qui sono felice. Sento che il Signore mi chiede di restare qui.<\/p><p>Il 13 novembre, al calar della sera, scoppi\u00f2 la catastrofe. Le poderose acque provenienti dall&#8217;improvviso scioglimento delle nevi perenni del vulcano devastarono il paese. Il giorno dopo, la radio e la stampa dettero la notizia della tragedia in questo modo: Armero \u00e8 una spiaggia&#8230; Armero \u00e8 scomparsa. Di Armero non \u00e8 rimasto pi\u00f9 niente. Le case sono sepolte\u2026 Migliaia e migliaia di persone sono morte sotto il fango. Due delle sorelle, la superiora Bertalina e la novizia Nora Engrith, furono sepolte per sempre nel grande cimitero che divenne l\u2019intera citt\u00e0 di Armero. La terza sorella, Julia Alba,\u00a0 mori \u00a0dopo tredici giorni a Bogot\u00e1, vittima delle ferite e delle sofferenze causate dalla valanga.<\/p><p>Come nel 1885, anno della fondazione della Congregazione, anche ora, durante la celebrazione del primo Centenario, tre sorelle suggellarono con il sangue la loro testimonianza d\u2019amore a Dio \u00a0e ai fratelli. Ma il caso di\u00a0 Armero non \u00e8 l&#8217;ultima testimonianza d\u2019amore estremo che ci offre la storia delle Sorelle Terziarie Cappuccine.<\/p><p>Non erano ancora trascorsi due anni da quella catastrofe, quando la Congregazione si tinge di nuovo di rosso nella persona di Suor Ines Arango, nata a Medell\u00edn (Colombia). Il suo grande ideale, fin da bambina, era di essere missionaria in Africa o in Asia. Avrebbe voluto partire per le missioni appena professato, ma nell&#8217;orologio di Dio non era ancora giunta la sua ora. Dovette aspettare vent&#8217;anni e trascorrere il suo primo periodo di vita religiosa dedicandosi all&#8217;insegnamento proprio nel suo paese natale. Nel 1977 il suo sogno missionario diventa finalmente realt\u00e0. Le Sorelle Terziarie Cappuccine accettarono di svolgere un servizio \u00a0missionario nella giungla di Aguarico (Ecuador) e suor Ines fece parte del gruppo delle suore fondatrici. Ricorreva il 9 marzo 1977. Il suo primo incarico fu la missione di Shushufindi.<\/p><p>Rimase in questa missione \u00a0per un breve periodo, infatti, nell&#8217;agosto dello stesso anno, sr. Ines fu a capo di una nuova spedizione a Rocafuerte, che da quel momento sarebbe diventato il punto di riferimento per tutta la sua attivit\u00e0 missionaria nelle trib\u00f9 indigene circostanti.<\/p><p>Qui conobbe il padre cappuccino Alessandro Labaka, con il quale si sent\u00ec identificata fin dal primo momento e con il quale fu unita da una profonda e sincera amicizia. La preferenza di entrambi erano le minoranze: i Siona, i Secoya, i Quichua, gli Shuara e, in particolare, gli Huaorani. Alessandro e Ines, nel loro zelo di annunciare Cristo, erano molto esigenti con se stessi. Erano consapevoli che un vero annuncio del Vangelo doveva rispettare la cultura indigena assumendone i valori. E per conoscere questi valori era necessario inserirsi pienamente nella loro vita.<\/p><p>Nel 1985 suor Ines chiese ed ottenne il permesso di andare a vivere per un po&#8217; di tempo tra gli Huaorani. L&#8217;esperienza fu molto positiva per Ines che la volle ripetere in altre occasioni. Ogni giorno, il suo spirito missionario si faceva sempre\u00a0 pi\u00f9 forte ed esigente. Ines stava vivendo una maturit\u00e0 spirituale che stupiva chi la conosceva. Nel 1987 partecip\u00f2 al III Congresso Missionario Latinoamericano\u00a0 che si tenne a Bogot\u00e1, concluso il Congresso, Ines torn\u00f2 rapidamente a Rocafuerte, confortata dalle parole d\u2019incoraggiamento della Superiora\u00a0 Generale Elena Echavarren e dalla sua benedizione. Aveva finalmente ottenuto il suo permesso ed era entusiasta di poter intraprendere al pi\u00f9 presto la spedizione verso i Tagaeri, l&#8217;ultimo gruppo ancora inesplorato degli Huaorani. Il giorno prima del viaggio si saluta: Laura, vado ai Tagaeri. Laura le chiede: <em>hai paura? E se ti uccidessero? -\u00abAh! Non preoccuparti,\u00a0 morir\u00f2 felice. -Davvero, Ines, non hai paura?<\/em> <em>No, perch\u00e9 se dovessi morire, morirei come mi chiede il Signore. <\/em>Nella sua lettera scrisse, se dovessi morire, morir\u00f2 felice e spero che nessuno sappia niente di me, Dio solo sa, non cerco fama, ne successo \u2026 Sempre con tutti, Ines<em>.<\/em><\/p><p>Senza dubbio, nella storia del martirio, la migliore corona per le nostre sorelle beate martiri Rosaria, Serafina e Francesca, \u00e8 e sar\u00e0, senza dubbio, sentirsi ed essere circondate dalle consorelle che le hanno precedute nel 1885 a Masamagrell e Benaguacil con la loro testimonianza d\u2019amore verso gli altri, e successivamente dalle altre consorelle che in Cina, Armero e Aguarico hanno contribuito a fare della storia delle Sorelle Terziarie cappuccine un poema di forza e di tenerezza, incarnando il motto: Amore, abnegazione e sacrificio.<\/p><p><em><strong>Sr. Silvia Yolanda Mu\u00f1oz Mu\u00f1oz, Tc<\/strong><\/em><\/p>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le beatitudini sono, senza dubbio, la sintesi pi\u00f9 perfetta del Vangelo e l&#8217;espressione pi\u00f9 riuscita della scala di valori racchiusa in esse. 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