{"id":6543,"date":"2024-03-09T19:54:04","date_gmt":"2024-03-09T19:54:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/?p=6543"},"modified":"2024-03-09T19:58:57","modified_gmt":"2024-03-09T19:58:57","slug":"lectio-domenica-10-marzo-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/lectio-domenica-10-marzo-2024\/","title":{"rendered":"Lectio Domenica 10 marzo 2024"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"6543\" class=\"elementor elementor-6543\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-7fd187c elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"7fd187c\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-29965c0\" data-id=\"29965c0\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f7c5454 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"f7c5454\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n\t\t\t\t<p style=\"text-align: center;\"><strong>QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA, &lt;&lt;LAETARE&gt;&gt;, CICLO B<\/strong><\/p><p>Ogni anno la quarta domenica di Quaresima, vestita di rosa, ci fa capire che siamo a pi\u00f9 di met\u00e0 strada verso la gioia della Pasqua. L&#8217;antifona d&#8217;ingresso dell&#8217;Eucaristia inizia con l&#8217;invito \u00abLaetare, Ierusalem\u00bb, cio\u00e8 \u00abRallegrati, o Gerusalemme&#8230;\u00bb (Is 66,10). La liturgia della Parola di oggi ci ricorder\u00e0 le profonde e inesauribili sorgenti di gioia che Dio stesso fa scaturire in mezzo a ogni realt\u00e0 in cui viviamo.<\/p><p><strong>Prima lettura &#8211; dal secondo libro delle Cronache 36, 14-16. 19-23 <\/strong><\/p><p>Dio \u00e8 ancora deciso a camminare con il suo popolo, anche quando questo non gli corrisponde. E quando tutto sembra perduto (il tempio distrutto, il popolo esiliato&#8230;) Dio fa emergere dalle rovine una nuova speranza. E lo fa in modo sorprendente e inaspettato: attraverso una persona esterna al popolo eletto: Ciro, il re di Persia. La fedelt\u00e0 e la misericordia di Dio vanno ben oltre ci\u00f2 che siamo in grado di percepire. Non \u00e8 forse questo un motivo di profonda gioia?<\/p><p><strong>Salmo 136, 1-2. 3. 4. 5. 6 R.<\/strong> Il salmo \u00e8 un lamento del popolo in esilio da Babilonia. Il rifiuto di cantare i canti di Sion (del tempio) in terra straniera e per il divertimento dell&#8217;oppressore si intreccia con il proposito di non dimenticare la Citt\u00e0 Santa \u00abvertice della gioia\u00bb. Coltivare la memoria dei luoghi sacri della nostra storia personale di salvezza pu\u00f2 aiutarci a rimanere legati a ci\u00f2 che ci fonda, anche in mezzo agli allontanamenti che anche noi sperimentiamo di tanto in tanto.<\/p><p><strong>Seconda lettura &#8211; Dalla lettera dell&#8217;apostolo Paolo agli Efesini 2, 4-10<\/strong><\/p><p>San Paolo scrive ai credenti di Efeso (e a noi) insistendo sul fatto che la salvezza \u00e8 qualcosa di gi\u00e0 presente (\u00absiete salvati\u00bb) ed \u00e8 un dono gratuito di Dio (\u00abper pura grazia\u00bb), il cui amore va oltre il peccato (\u00abper il grande amore con cui ci ha amati, quando eravamo morti a causa dei peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo\u00bb). Salvezza, grazia, fede, amore&#8230; Sono parole che usiamo ancora oggi molto spesso. Oggi, nella Domenica Laetare, lasciamo che tocchino ancora una volta i nostri cuori con tutta la loro forza e li riempiano di gioia.<\/p><p><strong>Vangelo secondo Giovanni 3, 14-21<\/strong><\/p><p>Nella pericope del Vangelo di questa domenica ascoltiamo una parte del dialogo di Ges\u00f9 con Nicodemo, un fariseo, un leader ebraico. Il dialogo si svolge di sera, poco dopo il gesto profetico di Ges\u00f9 nel tempio. Ci colpisce la chiarezza con cui Ges\u00f9 parla a Nicodemo della sua morte, della salvezza e della luce che porta all&#8217;umanit\u00e0. Infatti, incontreremo Nicodemo solo altre due volte (e solo nel Vangelo secondo Giovanni).<\/p><p>Sar\u00e0 Nicodemo a ribadire a coloro che volevano uccidere Ges\u00f9 che nessuno pu\u00f2 essere condannato senza processo (Gv 7, 50-52) e poi a portare mirra e aloe per la sua sepoltura (Gv 19, 39). Ges\u00f9 affida il suo essere, il suo mistero anche a persone insicure, in ricerca, dubbiose, indecise&#8230; A Nicodemo, al suo dialogo \u00abnascosto\u00bb con Ges\u00f9, dobbiamo la grande notizia che \u00abDio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perch\u00e9 chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna. Dio infatti non ha mandato il suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perch\u00e9 il mondo sia salvato per mezzo di lui\u00bb. Non \u00e8 forse questo un motivo di speranza e di gioia?<\/p><p><strong>Ecco<\/strong><\/p><ul><li>Ges\u00f9 ricorda a Nicodemo uno degli eventi che si verificarono durante il viaggio dall&#8217;Egitto alla Terra Promessa: \u00abMos\u00e8 fece un serpente di bronzo e lo pose su uno stendardo. Quando un serpente mordeva qualcuno, egli guardava il serpente di bronzo e gli salvava la vita\u00bb (Num 21,9). E avverte che \u00abcome Mos\u00e8 innalz\u00f2 il serpente nel deserto, cos\u00ec bisogna che sia innalzato il Figlio dell&#8217;uomo, perch\u00e9 chiunque crede in lui abbia la vita eterna\u00bb. La Quaresima ci porta davanti agli occhi Ges\u00f9 crocifisso. E noi non possiamo che accettare l&#8217;invito a guardarlo e a lasciarci salvare da lui. Dio ha davvero a cuore la nostra salvezza e la desidera ancor pi\u00f9 di noi: vuole che viviamo per sempre nel suo amore. Guardiamo a Ges\u00f9 e lasciamoci guardare da lui.<\/li><li><strong>DIO \u00c8 AMORE.<\/strong> E poich\u00e9 ama il mondo, ogni persona, ogni creatura con un amore incommensurabile, ci dona tutto: \u00abDio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perch\u00e9 chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna. Dio infatti non ha mandato il suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perch\u00e9 il mondo sia salvato per mezzo di lui\u00bb. A volte siamo tentati di pensare che Dio sia molto concentrato nel guardare e cercare i nostri peccati, le nostre colpe, le nostre imperfezioni&#8230; Invece \u00e8 proprio il contrario: \u00e8 molto concentrato nell&#8217;amarci e nel salvarci. Sicuramente abbiamo fatto l&#8217;esperienza di sentirci amati da qualcuno (genitori, nonni, fratelli, marito, moglie, un amico&#8230;). E sappiamo quanto sia preziosa questa esperienza di un amore libero e sincero, anche se cos\u00ec umile&#8230;\u00bb. Quanto pi\u00f9 l&#8217;amore di Dio? Pu\u00f2 farci bene oggi pregare, dialogare con Dio sul suo amore e sul nostro credo?<\/li><li><strong>DIO \u00c8 LUCE.<\/strong> Ed \u00e8 significativo che Ges\u00f9 parli a Nicodemo, che viene di nascosto e di notte, della luce: \u00abchi opera la verit\u00e0 viene alla luce, perch\u00e9 si veda che le sue opere sono fatte secondo Dio\u00bb. Nicodemo sembra avere dei dubbi: percepisce la verit\u00e0 che Ges\u00f9 porta, ma non \u00e8 ancora in grado di darsi ad essa con piena decisione, alla luce del sole. Succede anche a noi: ci avviciniamo a Dio con pi\u00f9 coraggio quando siamo in grado di dare un nome alla nostra verit\u00e0, sia essa bella, povera o addirittura vergognosa. Possiamo essere certi che anche Ges\u00f9 vuole parlarci, per ricordarci la salvezza, l&#8217;amore e la luce che porta. Regaliamoci, in questo cammino verso la luce della Pasqua, l&#8217;esperienza di avvicinarci a Dio, di lasciarci illuminare dalla sua luce, di stare davanti a lui con tutta la nostra verit\u00e0.<\/li><\/ul><p><strong>Invito<\/strong><\/p><p>La salvezza di Dio \u00e8 gi\u00e0 presente nella realt\u00e0 della nostra vita. E mentre forse potremmo pi\u00f9 facilmente indicare i motivi di preoccupazione per la realt\u00e0 del mondo o per la nostra realt\u00e0 personale, la fede ci invita a gioire: \u00abRallegrati Gerusalemme\u00bb. Accogliamo l&#8217;invito a incontrare Ges\u00f9 in mezzo alle nostre notti, ad abbracciare l&#8217;amore di Dio per noi, a sperimentare la sua salvezza che va oltre ci\u00f2 che siamo in grado di percepire e a camminare nella sua luce e nella sua verit\u00e0. Oggi \u00e8 un giorno eccellente per connetterci con le sorgenti pi\u00f9 profonde della nostra gioia e felicit\u00e0 e per riposare in Dio che \u00e8 SALVEZZA, LUCE E AMORE.<\/p>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA, &lt;&lt;LAETARE&gt;&gt;, CICLO B Ogni anno la quarta domenica di Quaresima, vestita di rosa, ci fa capire che siamo a pi\u00f9 di met\u00e0 strada verso la gioia della Pasqua. 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