{"id":6636,"date":"2024-05-18T09:58:41","date_gmt":"2024-05-18T09:58:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/?p=6636"},"modified":"2024-05-18T10:04:32","modified_gmt":"2024-05-18T10:04:32","slug":"ucraina-le-cicratrici-della-guerra-e-il-cammino-verso-il-recupero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/ucraina-le-cicratrici-della-guerra-e-il-cammino-verso-il-recupero\/","title":{"rendered":"\u201cUcraina, le cicratrici della guerra e il cammino verso il recupero\u201d"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"6636\" class=\"elementor elementor-6636\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-77c911f elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"77c911f\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-bae002a\" data-id=\"bae002a\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-db480e2 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"db480e2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n\t\t\t\t<p>Quando mi chiesero di scrivere questo articolo e di condividere la mia esperienza sulla guerra in Ucraina, mi venne un toffo al cuore e tanti ricordi affollarono la mia mente. A dire il vero, fino a qualche anno fa non sapevo nemmeno dove ubicare Ucraina nel mappa europeo. Oggi questo Paese mi \u00e9 famigliare, per le tante persone che ho conosciuto durante la toccante e profonda esperienza vissuta in Polonia nell\u00b4accogliere le famiglie rifugiate nella nostra comunit\u00e0, mi \u00e8 molto caro. per averlo conosciuto attraverso i loro racconti che hanno rivelato un popolo multietnico, che contiene e coltiva differenze linguistiche e religiose, uniti da un \u00fanico sogno d\u00b4indipendenza, ed infine, lo sento vicino per la fedele ricerca di una sua identit\u00e0, proprio, come lo hanno fatto tanti altri Paesi, compreso il mio. Sono voci da. ascoltare quelle del popolo ucraino, per capire e abbracciare il grido di un Paese, che cerca di alzare lo sguardo, di guardare oltre e trovare la fiducia nel cambiamento e individuare un orizzonte di libert\u00e0. Attraverso i racconti di tante persone, ho scoperto che, Ucraina \u00e8 una terra di un sontuoso barocco, di cattedrali bizantine e Castelli medievali, oltre ad avere anche architetture all\u00b4avanguardia, ed essere la patria di rinomati personaggi come: il geniale ingegnere Igor Sikorskji, il brillante informatico Max Levchin, e tanti altri come lo straordinario pianista Vladimir Horowitz, Taras Shevchenco eroe e poeta ucraino, ecc.<\/p><p>Ucrania, come lo definisce lo stesso nome (U-craina), terra di confine, tra due mondi, terra di mezzo, un Paese tra Occidente ed Oriente. Nel nome c\u00b4\u00e9 scritta la sua storia, il suo presente e il suo futuro che stenta a prendere forma per questa insensata e intollerabile guerra. Un Popolo che cerca di concretizzare il desiderio di differenziazione da quelle radici che divennero catene e di realizzare il proprio sogno di vivere pienamente il sentimento nazionale e identitario.<\/p><p>Oggi a distanza di due anni dall\u00b4inizio della guerra, non ancora finita, non si pu\u00f2 parlare di cicratrici, ma di ferite che continuano a sanguinare con effetti negativi di lungo periodo su ogni aspetto della vita, della salute, dell\u00b4ambiente, l\u00b4economia, il lavoro e lo sviluppo di un Paese. Ma, ci sono ferite invisibili, come i traumi provocati dal conflitto, dal vivere nell\u00b4oscurit\u00e0 di un rifugio, la precariet\u00e0 per la mancanza di viveri, acqua e riscaldamento, dalla paura per il suono di una sirena o per la scia di un aereo che passa. Ondate di paura e freccie di terrore che si conficcano nell\u00b4anima come pugnali e che compromettono pesantemente la salute psicofisica, soprattutto dei bambini, i pi\u00f9 vulnerabili, spingendoli a chiudersi in se stessi, in un isolamento sociale e ad avere incubi\u00a0 e attacchi di panico, vivendo costantemente nella paura di perdere i genitori, gli amici e il proprio futuro, oltre a crescere con la sensazione di quanto fragili possano essere i sogni. La guerra ha tolto loro, non solo l\u00b4infanzia, ma anche la magia di sognare e di credere nei sogni. La guerra ha inoltre aperto voragini anche nella carriera scolastica dei ragazzi, debilitando le loro prospettive in un futuro brillante.<\/p><p>Il conflitto ha avuto un forte impatto anche sugli anziani, soggetti particolarmente fragili, facendo aumentare il fenomeno della povert\u00e0 e dell\u00b4isolamento. Uno stato di vulnerabilit\u00e0 aggravato ancora di pi\u00f9 per l\u00b4effetto dell\u00b4immigrazione e del reclutamento giovanile. La guerra in Ucraina, ha stravolto il mercato del lavoro, provocando un esodo massivo, costringendo pi\u00f9 di un terzo della popolazione a spostarsi, rifugiandosi sia all\u00b4interno del Paese, (circa 7 milioni), cos\u00ed, come all\u2019estero, (circa 8 milioni). Il suo effetto ha colpito negativamente la situazione finanziaria di ogni singola famiglia le quali, sono rimaste senza mezzi di sostentamento.<\/p><p>La guerra ha lasciato profonde ferite anche nel paesaggio naturale del Paese, particolarmente colpiti sono stati i terreni agricoli, contaminati e disseminati di mine, oltre a foreste bruciate e parchi nazionali distrutti. Sono state bombardate importante infrastrutture e strutture industriali causando un forte inquinamento dell\u00b4aria, dell\u00b4acqua e del suolo, esponendo gli abitanti a sostanze chimiche tossiche. Per non dimenticare le restrizioni elettiche che hanno sofferto e che hanno difficoltato l\u00b4erogazione e prestazioni di servizi sanitari, portando un aumento di polmoniti e malattie respiratorie, dato anche i rigidi inverni di questo Paese.<\/p><p>Ma Ucraina non \u00e8 soltanto un Paese ferito, ma un Popolo che sta trovando la forza per guarire anche da qualcosa di cos\u00ec brutto come la guerra, perch\u00e8 porta nel cuore il desiderio di libert\u00e0 e la convinzione di contribuire a restituire a tutti i sui abitanti, una vita dignitosa. Sogna con un Paese nel quale nessuno possa essere discriminato e calpestato nella sua dignita\u0300 e dove nel pieno rispetto dei diritti umani, della democrazia e la solidarieta\u0300 si possa cercare sempre e solo il bene comune, che garantisca la sicurezza e le condizioni necessarie per il dialogo e la convivenza pacifica. Ha motivi che lo spingono a cercare un solido rinnovamento perch\u00e8 assetato di fratellanza e di pace.<\/p><p>Ma, in una guerra siamo tutti sconfitti! Anche chi non vi prende parte. E un cammino verso un recupero nasce dal profondo di ogni singola persona, che desidera una convivenza pacifica e si mette in gioco per costruirla affrontando le quotidiane \u00a8battaglie\u00a8 di fatto, proprio come dice Mons. Vincenzo Paglia nel suo libro\u201d Sperare dentro un mondo a pezzi\u201d, che per uscire dal \u201cmondo a pezzi\u201d \u00e8 necesario saper dialogare con tutti, ripartire dagli ultimi, favorire incontri tra popoli diversi per costruire una convivenza pacifica, opponendosi alle tensioni che portano al conflitto.<\/p><p>Scrive, che dobbiamo vivere costruendo la fratellanza che forse \u00e8 la parola che meglio rende onore all\u2019arte della gratuit\u00e0 e della libert\u00e0, essa pu\u00f2 aiutarci veramente ad essere convinti che la nostra responsabilit\u00e0 per essere costruttori di pace ce l\u00b4abbiamo dentro. Parla della pace, della guerra, degli ultimi, degli anziani e degli immigrati, ma soprattutto fa riflettere, su un nuovo umanesimo che riguarda l\u2019uomo globalizzato.<\/p><p>Per tale ragione, tutti siamo coinvolti in questo cammino di recupero, dai capi delle nazioni, al fornaio, l\u00b4insegnante, il banchiere, le associazioni, il vicino, il bambino e l\u00b4anziano, tutti coinvolti in un cammino di fiducia reciproca: fiducia tra le persone i popoli e le Nazioni, per superare i conflitti e le divisioni. Come esorta papa Francesco, \u00abaffrettiamoci a percorrere sentieri di pace e di fraternita\u0300. Gioiamo per i segni concreti di speranza che ci giungono da tanti Paesi, a partire da quelli che offrono assistenza e accoglienza a quanti fuggono dalla guerra e dalla povert\u00e0\u00bb.<\/p><p>Infatti, tutti sicuramente, siamo stati protagonisti di piccoli o grandi gesti di solidariet\u00e0 nei confronti del Popolo ucraino, sperimentando come l\u2019unico antidoto contro la guerra e la disperazione \u00e8 unire le persone attorno a opere buone nei confronti dei bisognosi e, soprattutto, verso i pi\u00f9 vulnerabili, poich\u00e9 \u00e8 proprio questo il criterio per lo sviluppo di una societ\u00e0. Anche se al momento non sembrano esserci spiragli per eventuali negoziati di pace, non bisogna mai perdere la speranza e mantenere vivo<\/p><p>l\u2019ideale della pace e la fiducia in Dio. Coraggio!<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Sr. Milena Prete Tc<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando mi chiesero di scrivere questo articolo e di condividere la mia esperienza sulla guerra in Ucraina, mi venne un toffo al cuore e tanti ricordi affollarono la mia mente. A dire il vero, fino a qualche anno fa non sapevo nemmeno dove ubicare Ucraina nel mappa europeo. 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