{"id":6643,"date":"2024-05-18T10:28:00","date_gmt":"2024-05-18T10:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/?p=6643"},"modified":"2024-05-18T10:32:16","modified_gmt":"2024-05-18T10:32:16","slug":"connessi-e-impegnati-la-comunicazione-dei-giovani-attraverso-i-social-network","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/connessi-e-impegnati-la-comunicazione-dei-giovani-attraverso-i-social-network\/","title":{"rendered":"Connessi e Impegnati: \u00abLa Comunicazione dei Giovani attraverso i Social Network\u00bb"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"6643\" class=\"elementor elementor-6643\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-section-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dd8c59c elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"dd8c59c\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-row\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-543cabb\" data-id=\"543cabb\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f61f72f elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"f61f72f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n\t\t\t\t<p>Nell&#8217;ambiente frenetico di un&#8217;aula di scuola superiore, spesso osservo un fenomeno tanto sottile quanto rivelatore: giovani, ognuno apparentemente immerso nello schermo del proprio cellulare. Mentre controllano le ultime notifiche, commentano un nuovo post o rispondono rapidamente a un messaggio, aspettano di sentire la mia prima indicazione della lezione, \u00abmettete via i dispositivi\u00bb. E in questa dinamica inquietante, sorge una conversazione spontanea con una giovane che riesce a dare una svolta alle mie idee preconcette prima che possano sistemarsi nel mio repertorio di lamentele ricorrenti. \u201cSorella, c\u2019\u00e8 qualcosa nella vita consacrata che mi attrae: \u00e8 vederli vivere pienamente!\u201d Le sue parole mi hanno permesso di discernere due certezze che diventano un preludio a questo articolo: da una parte, i giovani vedono oltre l\u2019apparenza e, dall\u2019altra, sono in cerca di profondit\u00e0, non di superficialit\u00e0 come spesso crediamo. Ogni lezione mi fa pensare che, di fronte alla comunicazione dei giovani attraverso i social network, ci sono barriere che dobbiamo superare insieme a loro:<\/p><p>Passare dal \u00absurfare\u00bb l&#8217;interattivit\u00e0 alla profondit\u00e0 delle parole: I social network sono una finestra spalancata sul continente pi\u00f9 popolato del mondo, dove le risposte sono istantanee, attraenti, anonime, interattive e addictive, rispondendo a tutti i nostri appetiti, anche ai pi\u00f9 oscuri e dannosi. Di fronte a questa realt\u00e0, i giovani di oggi si interrogano con maggiore consapevolezza che l&#8217;impegno non pu\u00f2 sorgere da contenuti che scompaiono con uno scroll, ma dalla bellezza di costruire il proprio mondo interiore, ispirato dallo Spirito, che muove il cuore, guida alla verit\u00e0 piena e, quando lo conosci, ti rende pi\u00f9 saggio, pi\u00f9 fermo, pi\u00f9 umano. Ma, come ci insegnano i santi, una vita interiore non si comprende se non sfocia in un impegno: \u00abnon il molto dire preghiere, ma l&#8217;amare molto\u00bb (S. Teresa). Per questo \u00e8 necessario creare una cultura del silenzio digitale, come un percorso attraente per raggiungere l\u2019altro, attraverso la profondit\u00e0 delle parole e non l&#8217;interattivit\u00e0 superficiale.<\/p><p>Passare dalla \u00abmiopia\u00bb del pragmatismo alla perspicacia dell&#8217;utopia: Da un punto di vista pragmatico, ci\u00f2 che \u00e8 tangibile e immediato \u00e8 pi\u00f9 \u00abpiacevole\u00bb. \u00abCi\u00f2 che funziona\u00bb, ci\u00f2 che produce risultati pratici e concreti e da questo punto di vista potrebbero deluderci i giovani che attraversano il continente digitale. Pertanto, vale la pena evidenziare finemente la bellezza dell&#8217;utopia, di non rimanere intrappolati nell&#8217;adesso e qui al punto di perdere di vista ci\u00f2 che potremmo essere. Per questo dobbiamo imparare a sognare con i giovani, come ha fatto Cristo, lanciandosi in visioni utopiche della vita. La perspicacia dell&#8217;utopia non \u00e8 vivere di ingenuit\u00e0, ma di quella capacit\u00e0 di sognare, di creare e di aspirare a molto, per noi stessi e per gli altri, come primo passo che permette di dare radicalit\u00e0 a una vita impegnata che possa restituire al Vangelo quella forza di provocazione spesso persa nella vita quotidiana. Un&#8217;utopia che ci muove dall&#8217;immediato, dall&#8217;utile e dal tangibile a ideali evangelici che puntano verso un futuro pi\u00f9 umano e da l\u00ec acquistano senso le parole dello scrittore Eduardo Galeano: \u00abL\u2019utopia \u00e8 all&#8217;orizzonte. Cammino due passi, si allontana di due passi e l&#8217;orizzonte si sposta di dieci passi pi\u00f9 in l\u00e0. Allora, a cosa serve l\u2019utopia? Serve a questo, serve per camminare.\u00bb<\/p><p>Passare dall&#8217;edonismo cibernetico alla proposta dell&#8217;ascesi: I giovani ricevono quotidianamente una \u201cbuona notizia\u201d molto ingannevole: puoi avere tutto, puoi vivere tutto, puoi provare tutto e c&#8217;\u00e8 sempre un ritorno! La felicit\u00e0 che ricevono \u00e8 molto associata al successo e al piacere (come imperativo edonista), e persino l&#8217;immagine della bellezza contemporanea \u00e8 tremendamente ridotta al fisico, \u00e8 in qualche modo la tirannia di Instagram. Pertanto, vale la pena annunciare la Buona Notizia che non smette di mettere la croce al centro della sua proposta; nella felicit\u00e0 evangelica c&#8217;\u00e8 posto per la sofferenza e la capacit\u00e0 di rinunciare non come limite ma come forza liberatrice. Non si tratta di dire che la vita \u00e8 solo sofferenza, ma che nella vita c&#8217;\u00e8 sofferenza e anche le persone che soffrono sono felici, e ci saranno momenti in cui rimandare le soddisfazioni sar\u00e0 salutare anche per l&#8217;anima, perch\u00e9 non possiamo abbandonare l&#8217;idea che qualsiasi cosa vogliamo che duri e metta radici comporter\u00e0 sforzo e sacrificio e questo non \u00e8 male, \u00e8 umano. Pertanto, dobbiamo recuperare il valore dell&#8217;ascesi come un modo di ordinare tutto ci\u00f2 che disordina il buono, il bello e il vero in noi. Questa deve essere una proposta valida per i giovani del nostro tempo, perch\u00e9 a differenza della \u00abbuona notizia\u00bb attraente del mondo, non si pu\u00f2 avere tutto! E chi vuole venderci un&#8217;altra idea ci render\u00e0 molto infelici, perch\u00e9 la vita reale richiede dosi di sacrificio, di rinuncia e solo quando comprenderemo questa dinamica vivremo meno frustrati, meno incompleti e certamente molto pi\u00f9 impegnati con noi stessi e con gli altri. Con le parole di Jos\u00e9 Mar\u00eda Rodr\u00edguez Olaizola (2014), diremmo: Il Vangelo deve essere compreso dalle sue polarit\u00e0. Se ti attieni a una parte, lo mutili. Una polarit\u00e0 evangelica \u00e8 \u00abmorte e risurrezione\u00bb; il Vangelo non \u00e8 una pura croce. Ma, allo stesso tempo, il discorso trionfalista della risurrezione senza passare per la passione concreta e per la croce \u00e8 un&#8217;evasione bucolica. Sono entrambe le cose. Non smettiamo di credere che i giovani siano capaci di superare queste barriere e di passare dall&#8217;attrazione mediatica dei social network a una vita pi\u00f9 connessa e pi\u00f9 impegnata.<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Sr.<\/strong> <strong>Beatriz\u00a0Iliana Quintero P\u00e9rez<\/strong><\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ambiente frenetico di un&#8217;aula di scuola superiore, spesso osservo un fenomeno tanto sottile quanto rivelatore: giovani, ognuno apparentemente immerso nello schermo del proprio cellulare. Mentre controllano le ultime notifiche, commentano un nuovo post o rispondono rapidamente a un messaggio, aspettano di sentire la mia prima indicazione della lezione, \u00abmettete via i dispositivi\u00bb. E in questa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6644,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6643"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6643"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6643\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6648,"href":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6643\/revisions\/6648"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6644"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6643"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6643"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terciariascapuchinas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6643"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}