La formazione permanente è un privilegio che la Congregazione ci offre, nella certezza che abbiamo bisogno di ravvivare il dono ricevuto per comunicarlo agli altri con autentica passione.
Un tempo per ritornare in contatto con la profondità del nostro essere, interrogandoci sulle motivazioni che ci spingono a vivere la nostra vocazione come donne consacrate, Terziarie Cappuccine.
Durante questo tempo di rinnovamento, le 25 sorelle partecipanti hanno potuto riprendere i nuclei fondamentali del Documento finale del XXIII Capitolo generale, continuando ad approfondirli in un ambiente favorevole alla preghiera e alla contemplazione come esercizio del cuore, scoprendo la bellezza custodita nel profondo di sé e lasciandosi “scuotere” da tutto ciò che genera inerzia e impedisce di vivere e servire il mondo con passione: un mondo che sanguina per la violenza e le guerre, lacerato dalla povertà e dalle ingiustizie, che cammina disorientato in mezzo a una grande oscurità.
Due sorelle condividono ciò che questa opportunità ha significato per loro:
Suor Alicia Vásquez Torres
Essere a Montiel ha significato per me un’autentica esperienza di rinnovamento.
Anzitutto, visitare le fonti, le origini, mi ha permesso di confermare la solidità della fede delle nostre prime sorelle, la loro fermezza, forza e determinazione nel rispondere alla chiamata, anche quando le condizioni non erano le più favorevoli ed esigevano molto lavoro e sacrificio.
D’altra parte, condividere con sorelle di nazionalità e culture così diverse è stato di enorme ricchezza, constatando che il corpo congregazionale è molteplice e plurale, ma unificato nel Vangelo e in un unico carisma.
Inoltre, il percorso iniziato da Roma è stato, più che istruttivo, profondamente commovente.
Commovente perché tocca le fibre più intime che ci costituiscono come donne consacrate, perché racconta l’esperienza radicale di san Francesco e di padre Luis nel seguire il Signore.
Commovente perché, dal profondo di noi stesse, ci spinge a riprendere i nostri impegni. Camminare in questi luoghi è una provocazione a percorrere i nostri con coraggio profetico, senza compromessi.
Porto con me tutto questo insieme a un profondo sentimento di gratitudine verso la Congregazione e la Demarcazione alla quale appartengo per questi sforzi di rinnovamento che promuovono tra di noi.
Suor Mariela Giraldo Urrea
Gratitudine al Signore e alla Congregazione per tutto ciò che ho ricevuto fino a questo momento.
Gratitudine per avermi permesso di bere alle fonti in modo esperienziale; toccare e contemplare lo spirito di sobrietà, sacrificio e dono di sé di san Francesco, del nostro padre Luis e delle prime sorelle costituisce per me un impegno e una responsabilità molto grande.
Il mio cuore si è riempito della ricchezza del condividere con tante culture e della gioia di vedere come noi, Terziarie Cappuccine, siamo presenti in ogni cultura e in ogni luogo dove i poveri hanno bisogno di noi.
Qualcosa che mi ha profondamente colpita è l’incontro di san Francesco con la ferita del lebbroso, che lo conduce a riflettere sulle proprie ferite. Questo incontro porta Francesco a un profondo rinnovamento. Per me è un invito ad accogliere le mie ferite e a sanarle per poter accogliere le mie sorelle e i miei fratelli come dono di Dio.
La persona è sacra ed è al di sopra di qualsiasi norma.
Mi invita inoltre ad andare incontro alla mia stessa povertà con maggiore apertura e flessibilità verso il cambiamento.
Rischiare la vita per il Vangelo, la fraternità e i poveri.